La buccia gialla e rugosa del limone è l'ingrediente essenziale per la produzione del limoncino. Acqua, alcool e zucchero sono i pochi e naturali ingredienti di una antica ricetta, sobria e genuina, che ha saputo conquistare il gusto di molti appassionati. La storia del limoncino si snoda attraverso una serie di aneddoti e leggende. In Italia la sua paternità se la contendono le popolazioni della costa di Sorrento dove intorno al XVII secolo fiorì la coltivazione dei limoni. C'è chi sostiene che il liquore abbia origini molto antiche, strettamente legate alla coltivazione del limone. Altri, invece, ritengono che la ricetta sia nata all'interno di un convento monastico per deliziare i frati tra una preghiera e un'altra.Sul Lago di Garda il liquore è probabilmente arrivato assieme all'inizio della coltivazione dei limoni ed è sempre stato un liquore in uso fra i contadini.La preparazione è semplice ma meticolosa: se osservata alla lettera, in poco meno di tre mesi, il tradizionale liquore giallo sarà pronto ad essere gustato come aperitivo o digestivo, prima o dopo i pasti. La prima osservazione riguarda il tipo di limone. Nella scelta dei limoni, vanno preferiti quelli con buccia molto spessa. Proprio il clima mediterraneo del Lago di Garda garantiva la crescita di un limone con buccia grossa e profumata. La prima fase prevede il lavaggio del frutto in acqua calda e la spazzolata per ripulirlo da eventuali residui e poi l'eliminazione della polpa bianca dalla buccia (ogni residuo di polpa sulle scorze renderanno amaro il limoncino). In un recipiente va versato dell'alcool, e aggiunti poi i pezzi di scorza aromatica ricavati dalla buccia. Gli esperti consigliano l'utilizzo di alcool di buona qualità, anche per evitare che il liquore poi si trasformi in ghiaccio in freezer. Con la sistemazione del recipiente coperto in un luogo buio, si conclude la prima fase di produzione. A temperatura ambiente, infatti, continuerà la macerazione della buccia e l'infuso assorbirà lentamente l'aroma e il colore giallo dei limoni. Dopo circa un mese di riposo, la preparazione prosegue con l'aggiunta di acqua e zucchero (prima portato in ebollizione e poi lasciato raffreddare) e dell'altro alcool. Il recipiente va poi nuovamente coperto e riportato in ambiente buoio per un altro mese abbondante. Dopo quaranta giorni circa, l'infuso va filtrato nelle bottiglie, scartando le bucce. Le bottiglie vanno immesse poi in freezer. Con un gusto e un aroma unici, il liquore va servito così, senza l'aggiunta di additivi e agenti coloranti. Il limoncello è un ottimo digestivo se servito freddo. Per i molti estimatori il Limoncino è oramai diventato un rito quasi al pari del caffè.Ultima nota: prima del 1988 non c'era differenza tra i termini "Limoncello" e "Limoncino". Potevano essere usati indifferentemente per indicare un liquore digestivo zuccherato a base alcoolica all'aroma di limone. Attualmente a causa del fatto che la parola "Limoncello" è stata registrata come marchio commerciale da una ditta nei pressi di Sorrento i due termini Limoncino e Limoncello non sono più intercambiabili, ma solo per finalità commerciali. La buona qualità del Limoncino o Limoncello dipende dalla qualità delle materie prime utilizzate: in primo luogo i limoni e in secondo luogo l'alcool il quale deve avere un sapore il più neutro possibile. |