Da Riva del Garda imbocchiamo la galleria che in ca. 10 minuti conduce alla Val di Ledro. All’uscita dell’ultima galleria, 100 metri a sinistra, c’è Biacesa. Quì esiste una delle più antiche troticolture della zona (Troticoltura Armanini), nata nel 1936 sfrutta le ricche acque sorgive che scaturiscono dalla montagna vicina e che permettono l’allevamento di una varietà molto pregiata: il Salmerino di fonte.
Tre i principali esemplari allevati: la Trota Iridea, dalla tipica fascia iridata sul fianco, la Salmonata dalle carni rosee, allevata con alimenti biologici speciali ed il Salmerino, pregiato e poco diffuso salmonide, elegante nelle forme e dalle carni dal sapore delicato e particolare. E’ possibile passare qualche ora istruttiva per conoscere come vengono allevate le trote in una piscicoltura di montagna, vedendo la spremitura delle uova, le cure agli avannotti più piccoli, la pastura, i cambi di vasca fino alla misura ottimale per la vendita.
Presso il paese di Prè si trova l’ultima fucina funzionante della valle. In una casupola di granito e legno è ospitato l’ultimo laboratorio dei maestri chiodaioli, gli artigiani che battevano il ferro rovente per costruire i chiodi per gli scarponi da montagna. Questa attività, ora superata, in passato fu di vitale importanza. Nacque dalla esigenza di attrezzare gli scarponi dei montanari contro il ghiaccio. Successivamente fu molto richiesta per gli scarponi dei militari. Fu un lavoro molto richiesto dal governo Austriaco e poi Italiano durante i due conflitti mondiali per ferrare gli scarponi dei soldati, in un’epoca dove non esistevano ancora le materie plastiche. Ogni chiodaiolo in una giornata lavorativa riusciva a produrre 2000-2500 chiodi. Ora Nicolò Battaini ed altri del paese fanno rivivere questa attività con alcuni appuntamenti ogni anno; la fucina è visitabile e sforna i chiodi, piccoli preziosi manufatti dell’abilità artigianale.
A Pieve di Ledro, in centro storico, c’è la Farmacia Foletto; accanto il Museo degli Attrezzi Farmaceutici. É possibile vedere le macchine che per il secolo scorso erano l’espressione della tecnologia per la fabbricazione di pillole, unguenti, paste dentifricie, utilizzate dal primo farmacista della valle, Giovanni Foletto, nel 1855 e poi da suo figlio Angelo. Tradizione di famiglia la farmacia, che viene ancora oggi gestita dai Foletto. É possibile anche fare degli assaggi di liquori ed amari d’erbe realizzati ancora con le ricette originali del secolo scorso. Il liquore più famoso prodotto dalla distilleria Folletto è il “Picco Rosso” (un distillato con una gradazione alcoolica pari a 68, ma dal gusto dolce, a base di frutti di bosco).
Da Pieve di Ledro in auto fino a Tiarno di Sotto; parcheggiare in centro al paese e girare a destra verso il Gor d’Abiss, segnalato da un cartello. A piedi fino alla cascata. Il Gor d’Abiss è una spettacolare cascata d’acqua bianchissima che dalla montagna si getta in una profonda gola di roccia con un rombo amplificato dalle chiuse pareti, che ricordano un canyon. L’acqua verdissima della sua pozza inviterebbe ad un bagno, ma la temperatura scoraggerebbe chiunque; meglio godersi solo il panorama offerto dalla bellissima gola scavata in mezzo alla montagna e ricoperta di pini svettanti. Sul tragitto si incontra un vecchio mulino ad acqua, ora riadattato che vale la pena visitare per vedere le antiche macine. A poca distanza vedere l’antichissima chiesa di S. Lucia.
A Molina di Ledro in riva al lago si trova il museo delle palafitte, punto di riferimento: una capanna di paglia. Un incredibile viaggio a ritroso nel tempo. Il lago restituì il suo tesoro custodito per tanti secoli fra le sabbie del fondo nel 1929 quando calò il livello dell’acqua e apparvero oltre 10.000 pali vecchi di cinquemila anni, che costituivano una delle zone palafitticole più grandi d’Europa. Splendidi reperti sono affiorati durante gli scavi ed una parte sono visibili nel museo accanto alla riproduzione di una palafitta. I più belli: 4 corone in bronzo, asce, vasi in terracotta e alcuni straordinari lembi di tessuto.
Il Lago d'Ampola, rappresenta un ambiente di estremo interesse dal punto di vista naturalistico poiché le sponde del lago sono allo stato completamente naturale, cioè ricche di vegetazione e adatte alle necessità e abitudini degli uccelli acquatici, degli anfibi e dei rettili. E' possibile camminare su una passerella sopraelevata sul cariceto e potere ammirare i colori della fioritura delle orchidee, oppure in un piccolo minibiotopo ammirare le principali specie botaniche acquatiche, o ancora imparare a riconoscere quelle terrestri lungo un interessantissimo sentiero botanico.
Il Centro visitatori offre l’opportunità di conoscere le cose naturali e la loro evoluzione, ad esempio come il Lago d'Ampola sia cambiato nel tempo. Nel Centro visitatori si può ammirare un grande acquario, un terrario, un grande plastico della Val di Ledro, un diorama alla scoperta dei fiori del Lago d’Ampola, delle case degli uccelli dove ascoltare le loro voci.
Poco dopo il Lago d’Ampola c’è la strada che conduce in circa 10 Km. fino alla cima del Monte Tremalzo (1974 m). Qui troviamo, in posizione magnifica il Rifugio Garda dove possiamo fermarci per una sosta.
Lasciamo la Valle di Ledro in direzione di Storo. Raggiungiamo il paese di Cimego. La partenza del sentiero si trova direttamente vicino al parcheggio. Attraversiamo la passerella sul fiume Chiese e iniziamo la visita a questo museo all’aperto. Il sentiero si sviluppa tra i 450 metri del ponticello e i 750 metri di Malga Caino per circa 4 km, ed è facilmente percorribile.
Il percorso, seguendo la morfologia della montagna, permette ai visitatori di percorrere l’itinerario museale attraversando una delle zone faunistiche più intatte, dove è possibile imbattersi in caprioli e cervi, o udire il verso dei pettirossi e dei cuculi. Si può inoltre godere di panorami che spaziano dal Lago d’Idro all’alta Val Rendena.
Lungo il sentiero si possono incontrare:
- le testimonianze del lavoro di un tempo: la fucina, vero simbolo di Cimego, il mulino ad acqua, le fornaci per la calcina (calchère) e poi la stalla, i locali per la lavorazione del latte, la casa del boscaiolo, il poiàt per la realizzazione del carbone;
- le testimonianze della guerra: le trincee della Grande Guerra, quando il Fronte era quassù per gli Italiani e a Lardaro, qualche chilometro più a nord, per l'esercito austro-ungarico;
- le testimonianze scientifiche: attraverso la vegetazione autoctona e con l’orto della “strega Brigida”, vero gioiello botanico, nel quale sono state raggruppate le diverse erbe officinali utilizzate dalla strega, realmente vissuta a Cimego intorno al 1470;
- le testimonianze di vita: il roccolo, che in tempi andati permetteva all'uomo di catturare gli uccelli.
Il Centro Visitatori è situato all’ultimo piano del Municipio di Daone. E’ visitabile e dedicato alla fauna del parco. Si articola in sei sale in cui, anche attraverso l’ausilio di tecnologie multimediali, è possibile ripercorrere un viaggio nella meravigliosa natura del Parco Naturale Adamello-Brenta.
Uno dei principali accessi al parco è la Valle di Daone-Fumo. Con i suoi 24 Km è la più estesa valle laterale del Trentino non abitata permanentemente. Solcata profondamente dal fiume Chiese, la Valle di Daone costituisce un ambiente tipicamente alpino, che offre l’opportunità di inconsueti incontri con la vita animale: camosci, caprioli, cervi, stambecchi, aquile e marmotte non mancheranno di sorprendere l’escursionista attento.
Numerose sono le valli collaterali, come la Val Danerba e la Val di Leno, ancora autentiche nel loro vigore naturale e nella loro selvaggia bellezza.
Vere e proprie perle sono i deliziosi laghetti alpini, di cui la valle è disseminata. Tra i più noti ricordiamo i laghi Campo, Casinei, Copidello, D’Avolo e Mare. Inoltre non si possono scordare i bacini artificiali di Boazzo e Bissina, con le annesse centrali idroelettriche.
Dal fondovalle si dipartono numerosi sentieri di varia difficoltà, dalle riposanti passeggiate tra i boschi, fino alle escursioni verso maestose cime quali: il Dosso dei Morti (mt. 2183), il Re di Castello (mt. 2.891), la Cima Cop di Breguzzo (mt. 2.997), il Carè Alto (mt. 3.462), il Corno di Cavento (mt. 3.402) e Cima Cresta Croce (mt. 3.307).
Nella sua parte superiore la Valle di Daone prende il nome di Val di Fumo, interamente compresa nel Parco Naturale Adamello-Brenta. è una tra le più suggestive valli dell’arco alpino, ricca di esemplari botanici e faunistici. Lo straordinario ed inconfondibile paesaggio della Val di Fumo, l’ha resa una delle mete più ambite dagli escursionisti di tutte le età. Dal rifugio Val di Fumo (90 minuti dal parcheggio del Lago di Malga Bissina), per i più esperti, è possibile affrontare le ascensioni al Carè Alto o le traversate sui ghiacciai delle Lobbie e dell’Adamello, luoghi in cui, ancor’oggi, è possibile trovare numerose testimonianze della Grande Guerra.
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