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 I Musei MART e DEPERO

 

 

MART
Il Mart è inserito in una vera e propria cittadella della cultura. Sorge dietro il nobile palazzo dell'Annona, oggi sede della biblioteca civica, e palazzo Alberti, che ospiterà la galleria civica di Rovereto.
Lo spazio che separa il palazzo dell'Annona e il palazzo Alberti è stato trasformato in un largo corridoio d'accesso ad una piazza circolare, coperta da una cupola di vetro e acciaio, dalla quale il visitatore accede al Museo.
Il Mart si articola su quattro livelli. Nel piano internato sono collocati l'Archivio del '900 e la Biblioteca specializzata nelle arti figurative del XX secolo. Le due gallerie per le mostre temporanee sono al primo piano. La collezione permanente - una raccolta d'arte di profilo italiano dal Futurismo ai giorni nostri - è esposta negli oltre 4.000 mq del secondo piano.
Il Museo del MART ospita continuamente mostre di opere d’arte.
Aperto tutto l’anno:
Lunedì chiuso
Martedì, Mercoledì, Giovedì: 10.00 - 18.00
Venerdì: 10.00 - 21.00
Sabato, Domenica: 10.00 - 18.00

Casa Museo Depero
Fortunato Depero fu uno dei maggiori esponenti del Futurismo italiano. Fondata nel 1957 dall'artista, la Casa Museo Depero è l'unico esempio di museo futurista realizzato in Italia da un futurista stesso. La Casa Museo riaprirà con una grande mostra dedicata alle arti applicate dell'artista, pioniere del design contemporaneo. Si potranno dunque tornare ad ammirare circa 3000 oggetti lasciati da Depero alla città: dipinti, disegni, intarsi in panno ed in "buxus", collages, manifesti e locandine, mobili, giocattoli e prodotti d'arte applicata. Il nucleo principale della collezione è costituito soprattutto dai lavori tardivi, ma donazioni ed acquisti hanno ampliato la raccolta.
L'idea della Casa Museo nacque nel 1957, con una convenzione stipulata tra Depero ed il Comune di Rovereto il quale, in cambio della produzione artistica dell'autore, destinava uno stabile del centro storico - ex sede del monte di pietà - per collocarvi permanentemente le opere del maestro futurista. L'edificio si trova nel cuore della Rovereto medioevale, creando una sorta di stimolante contrasto: un museo futurista che non ha sede in un palazzo moderno ed avveniristico, ma in pieno centro storico.
Il museo rimane tuttora testimonianza compiuta dell'idea museografica di Depero (suoi sono anche i mosaici del pavimento, i pannelli dipinti ed i mobili che lo arredano). L'artista destinò la prima sala alle "edizioni ed echi della stampa", e le altre due attigue a piano terra alla città di Rovereto ed al "settore del bianco e nero". Da quest'ultima stanza si accede ai piani superiori, dove Depero pensò di esporre l'opera pittorica, dal periodo astratto a quello "nucleare", e poi i progetti per la sala del Consiglio Provinciale di Trento, altri disegni e lavori relativi al teatro, alla pubblicità, alle arti applicate.
Dal 1957 al 1959 Depero lavorò alacremente per il suo museo.
L'artista morì nel 1960.

 Castelli trentini

 

 

 Castello del Buonconsiglio

 

 

Il Castello era la residenza dei principi vescovi. è circondato da mura fortificate con torrette basse. è composto da varie parti: a nord, la torre cilindrica la "torre Grande" sovrasta il merlettato "Castelvecchio." Costruito originalmente nel tredicesimo secolo ed riadattato nel 1475 secondo lo stile gotico-veneziano, l'edificio circonda una corte pittoresca con portico affrescato, decorato in parte da Fogliolino (1535). La cosidetta “Giunta Albertina" è situata al centro e fu costruita nel sedicesimo secolo e congiunge gli edifici settentrionali al "Magno Palazzo", posto a sud. Questo ultimo fu commissionato nel 1530 (periodo di Rinascimento) dal principe vescovo Bernardo Clesio, ed è caratterizzato da un ampio portico, splendidamente affrescato che sovrasta il "cortile dei Leoni", splendidamente affrescato da Girolamo Romanino nel 1531-32.
La ricchezza dell'architettura clesiana e dei successivi interventi si evidenzia nello splendore delle sale del secondo piano.
Nella propria residenza privata ricavata al secondo e terzo piano della “Torre dell'Aquila”, tra la fine del Trecento ed i primissimi anni del Quattrocento il vescovo Giorgio di Liechtenstein fece realizzare un ciclo di affreschi rappresentanti i dodici mesi dell'anno. A partire dal Ciclo dei Mesi, riconosciuto come uno degli esempi più importanti a livello europeo del gotico internazionale, nei quali l'ignoto artista di probabile origine boema, propone per ogni mese la rappresentazione della vita di corte e di quella popolare, ci si ritrova successivamente immersi in pieno Rinascimento, circondati da opere di squisita fattura che dimostrano il livello degli artisti che qui hanno operato.
Il castello ospita il Museo del CASTELLO del BUONCONSIGLIO, sede centrale del "Museo provinciale d'Arte" che ha sezioni anche nei castelli Beseno, Stenico e Thun. Il museo è composto da tre sezioni: antica, medioevale e moderna. Dall'ingresso, attraversato il giardino, sulla destra incontriamo le celle dei patrioti Damiano Chiesa, Cesare Battisti e Fabio Filzi, giustiziati sommariamente nel 1916, nella trincea dietro all'edificio. Il museo contiene anche reperti archeologici, lavori d’arte (monete, manoscritti, oggetti sacri, dipinti) e materiale etnografico, esposto nelle varie stanze del Palazzo Magno e Castelvecchio. Molte di queste sale hanno soffitti di legno intagliato o affrescato dagli artisti Dosso Dossi, Romanino e Fogliolino (XVI secolo). Per motivi di sicurezza, le visite sono ristrette a gruppi di max. 20 persone (scortate da personale del museo). Un edificio ristrutturato ospita il museo civico del Risorgimento e della lotta per la libertà contenente essenzialmente reliquie e ricordi del movimento irredentistico della prima guerra mondiale e della Resistenza.
Via Bernardo Clesio, 5
Tel. 0461.233770 | Fax 0461.239497
Orario: 10.00-18.00 - lunedì chiuso

 Castel Beseno - Rovereto

 

 

Il Castello di Beseno è un complesso fortificato il cui più antico edificio risale al XII secolo. Torri e bastioni di combattimento caratterizzano il sul profilo.
Le due possenti cinte murarie del castello racchiudono una grande ellisse il cui asse maggiore misura 250 metri e il minore 55. Il versante del colle che guarda verso la montagna accoglie anche il grande «Campo dei Tornei».
In una delle stanze al primo piano del palazzo fatto costruire dai Conti Trapp alla fine del XV secolo, è possibile ammirare un elegante ciclo di affreschi risalenti alla seconda metà del XVI secolo. Nel castello si tengono anche esposizioni temporanee.
STORIA
Le prime notizie certe risalgono al 1171 quando il castello figura di proprietà di una nobile famiglia, i Da Beseno, a cui seguì, nel 1304, la potente dinastia dei Castelbarco. Personaggi inquieti e dediti agli intrallazzi politici del tempo, furono proprio i Castelbarco che permisero la permanenza di guarnigioni venete nel presidio lagarino favorendo i tentativi di espansione della Repubblica di Venezia verso Trento. Beseno venne recuperato alla sfera d'influenza tedesca e concesso (1470) in feudo ai conti Trapp - nobile famiglia della Stiria molto vicina agli ambienti imperiali - i quali lo ressero fino al 1974, anno in cui venne 'donato' alla Provincia di Trento. Beseno perse la sua funzione storica con la fine del Principato Vescovile (1805).
Nel XV secolo l'occupazione veneziana degli Altipiani e di tutta la Val Lagarina presagiva il concreto tentativo della Serenissima di impossessarsi di Trento. Ma gli stendardi con il leone dorato di San Marco si arrestarono proprio sotto il Castello di Beseno, a Calliano, dove, il 10 agosto 1487, l'esercito veneziano fu messo in fuga dalle assai più modeste formazioni tirolesi. Nel disordine della ritirata centinaia e centinaia di soldati veneziani, compreso il comandante Roberto da Sanseverino, perirono nei vortici impetuosi dell'Adige
LA LOTTA CONTRO LA MAGNIFICA COMUNITA' DI FOLGARIA
L'avvento dei conti Trapp a Beseno, nel 1470, rappresentò per la Magnifica Comunità di Folgaria l'inizio di una lunga serie di violenze e di soprusi che culminarono con la strage di Carpeneda del 4 febbraio 1593.
I Trapp non riconoscevano i privilegi di autonomia che vantavano i Folgaretani e pretendevano il ripristino dei doveri feudali, in particolare le decime non riscosse dai tempi dei Castelbarco. Si aprì un'aspra contesa che durò fino al 1693 (Cause Trappie) durante la quale Folgaria mantenne un atteggiamento esemplare appellandosi sempre all'Imperatore e ai propri diritti di libera comunità montana.
Orario
Dal 1° marzo 2005 orario continuato dalle 9.30 alle 17, nel periodo estivo l´orario continuato è dalle 10 alle 18; giorno di chiusura lunedì.

Castel Pietra

 

 

Poco a sud di Calliano, in direzione di Rovereto, è sorto come avamposto fortificato del castello di Beseno.
E in sintonia con Beseno aveva il compito di difendere Trento, la capitale del Principato vescovile controllando il passaggio sulla antistante strada imperiale, principale via di collegamento tra nord e sud, sulla riva orografica sinistra del fiume Adige.
SOLO NAPOLEONE RIUSCI' AD ESPUGNARLO
La storia di castel Pietra non si discosta molto da quella di Castel Beseno: al dominio dei Beseno (XII sec.) segui quello dei Castelbarco (XIV sec.) e dei conti Trapp; nel XV secolo conobbe la presenza veneziana, quindi il dominio della Casa d’Austria e, per conto del Principe vescovo di Trento, della famiglia dei Liechtenstein. Fu coinvolto in scontri memorabili, primo fra tutti in battaglia di Calliano (12 agosto 1487) che vide la vittoria dei Tirolesi sui Veneziani, quindi le varie battaglie napoleoniche, tra il 1796 ed il 1813.
Info Tel. 0464.430363
Info Tel. 0464.430363

 

 

 

 Il Castello di Rovereto

 

 

Questo imponente castello sorge sulla collina che domina la riva destra del fiume Leno e l’antica città di Rovereto. La sua destinazione principale fu sempre quella di fortezza e mai venne utilizzato come residenza, nemmeno da parte della famiglia dei Castelbarco che lo possedettero per molto tempo e i quali, al contrario lo utilizzarono per estendere il loro potere in tutto Val Lagarina. Occupato nel 1416 dalla Repubblica Veneziana, il Castello di Rovereto fu sottoposto a cambiamenti che cambiarono radicalmente la sua configurazione iniziale. Furono proprio i Veneziani a dargli la sua particolare forma poligonale e a costruire le trincee di comunicazione, il fossato dove sono conservati molti pezzi di artiglieria, le torri Marino, Malipiero e Coltrino, lo sperone ed il bastione che panoramicamente dominano dall’alto la città e la valle. Durante i secoli, la fortezza di Rovereto fu al centro di molte sanguinose battaglie. Nel 1487 fu conquistato dalle truppe dell'Arciduca d'Austria dopo un assedio di 40 giorni, fu bruciato e devastato, dopodichè venne utilizzato come alloggi ed anche come prigione. Durante la prima Guerra mondiale fu danneggiato dall'artiglieria italiana. Nela Seconda Guerra mondiale i suoi sotterranei furono usate dalla popolazione di Rovereto come rifugio durante le incursioni aeree.
IL MUSEO STORICO ITALIANO DELLA GUERRA
Il Castello di Rovereto ospita, dal 1921, il Museo Storico Italiano della Guerra, uno dei piu rappresentativi in Italia.
In un cortile (con pozzo veneziano profondo 57 m) sono esposti alcuni pezzi d'artiglieria, un carrello ferroviario perforato da una granata e una delle carrozze di servizio di Francesco Giuseppe.
Numerose le sale dedicate alla memoria di eroi e luoghi bellici. Sino al 1961, inoltre, fungeva da geloso custode della celebre Maria Dolens, la Campana dei Caduti (la più grande campana del mondo tra quelle in funzione) che oggi, dal vicino Colle di Miravalle, suona a ricordo dei caduti di tutte le guerre e di tutte le Nazioni.

 

 

 

 Il Castello di Avio

 

 

Il grande complesso castellano, tra i più suggestivi del Trentino, appare maestoso con la poderosa cinta muraria, le cinque torri, il palazzo baronale e l'imponente mastio. Il primo nucleo del castello, cioè il mastio, venne costruito fra XI e XII secolo. Ma la storia della fortezza è legata a quella della famiglia Castelbarco che vi si insediò al principio del XIII secolo.
La cosiddetta “Casa delle Guardie” è decorata con scene di combattimento che costituiscono uno dei più antichi cicli di affreschi cortesi rimasti, risalente al 1350-60. Tra gli armati, sulla parete est, si può osservare una dettagliata raffigurazione del castello stesso. Un altro importante ciclo di affreschi è custodito al quarto piano del mastio, nella cosiddetta «Camera d'Amore». Si tratta di vivaci scene cortesi, sebbene in più punti danneggiate, eseguite certamente nella prima metà del Trecento.
Da MARZO a SETTEMBRE: ore 10-18.
Da OTTOBRE a metà DICEMBRE e mese di FEBBRAIO: ore 10.00-17.00
Apertura tutti i giorni tranne i lunedì non festivi.

 

 

 

 Castel Toblino

 

 

In posizione particolarmente suggestiva, è il più celebre e forse il più romantico dei castelli del Trentino. Deve la sua fama alla singolare posizione e al bellissimo ambiente che lo circonda. Su quello sperone roccioso che fino a qualche secolo fa era un’isoletta - il livello del lago era più alto di due metri - 2000 anni fa "abitavano" le fate alle quali nel III secolo fu dedicato un tempietto. Lo "testimonia" una lapide murata nel portico del castello che l’archeologo Paolo Orsi definisce "unica nel suo genere nella realtà epigrafica romana". Ben presto tuttavia la funzione magico-religiosa venne soppiantata da quella militare-strategica e in luogo del tempio sorse un arcigno fortilizio per il cui possesso si scontrarono a lungo i signorotti della zona. Ma il castello che oggi possiamo ammirare e visitare è frutto della riedificazione voluta da Bernardo Clesio nel XVI secolo. Il maniero si trasformò in residenza molto apprezzata dai Principi vescovi di Trento e in particolare dai Madruzzo. E proprio a Carlo Emanuele Madruzzo, ultimo principe vescovo della dinastia (in quattro hanno governato la diocesi per 120 anni) è legata una delle leggende più truci. Narra che il vescovo abbia fatto avvelenare la nipote Filiberta e il fratello Vittorio. Si racconta inoltre che l’amante del Principe Vescovo fosse tale Claudia Particella, da cui il prelato avrebbe avuto alcuni figli. Il castigo di Dio per la condotta scandalosa del Vescovo non si fece attendere: una sera Claudia e suo fratello stavano attraversando in barca il lago per raggiungere il castello, l’imbarcazione si capovolse e i due morirono miseramente.
Data la sua posizione, sulla sponda di un lago, è stato usato nel tempo più che per le sue funzioni militari di Forte per le sue qualità di luogo tranquillo e distensivo. Il suo carattere romantico gli deriva dalle tante poesie ad esso dedicate di Ada Negri e del Fogazzaro, e dalle leggende che lo ricordano.
Castel Toblino ospita anche un ristorante con proposte gastronomiche del territorio abbinate sapientemente ai migliori vini regionali e nazionali. visitabile solo dagli ospiti del ristorante e del bar
Apertura: da marzo a novembre
Informazioni: 0461.864036

 

 

 

 Castel Drena

 

 

Costruito nel corso del XII secolo, il castello di Drena fu venduto nel 1175 dai primi possessori, la famiglia Da Seiano, ai d'Arco che ne fecero un fondamentale strumento di controllo della via di collegamento fra Trento e il Garda. Proprio per la sua posizione strategica fu sino alla fine del ‘300 al centro di continue contese. Fu distrutto, come è accaduto per gli altri castelli del Trentino dalle truppe napoleoniche del Generale Vendôme.
Oggi i ruderi di Drena, recentemente restaurati, dominati dal mastio alto 25 metri, si offrono al visitatore come esemplare modello di fortezza medievale.
Si sale lungo una pittoresca stradina in selciato fino alla torre di guardia, terza porta del XVI secolo oltre la quale si accede, tra rocce affioranti, alla corte d’arme, seconda porta. A sinistra si possono notare le tracce della torre angolare, prima porta risalenti al XV secolo.
Continuando si possono vedere le scuderie e i magazzini del XVI secolo, il Palazzo Comitale, l’antichissima chiesa di San Martino del IX secolo, la cisterna per l’acqua con una volta a botte in pietra e una casa murata del XII-XIII secolo. Più in basso si trova il Prato della Lizza, circondato e racchiuso dai muri merlati, mentre al centro di tutto domina il complesso del Mastio, del XII secolo.
All'interno del castello è possibile visitare una mostra permanente di reperti.
Apertura:
Marzo - Ottobre 10:00 - 18:00 Lunedì chiuso
Novembre - Dicembre - Febbraio Sabato e Domenica dalle 10:00 alle 18:00 per informazioni: 0464.541170

 

 

 

 Tour delle cantine

 

 

Il nostro itinerario percorrerà i luoghi di origine dei quattro vini più rappresentativi del Trentino: il Marzemino (vino rosso), il Teroldego (vino rosso), il Nosiola (vino bianco), il Vin Santo (vino passito). Percorreremo così la Val Lagarina alla ricerca del Marzemino, la Val d’Adige per la visita alla cittadella del vino di Mezzolombardo e l’assaggio del Teroldego, la Valle dei Laghi per l’incontro con il Nosiola e il Vin Santo.
Poiché l’itinerario comprende gli stessi luoghi dell’itinerario dei castelli, possiamo combinarlo con la visita a uno o più castelli.
Guidiamo fino al paesino di Mori, circa 600 metri dopo il semaforo, in prossimità del campo da calcio, sulla destra c’è il bivio per la Val Lagarina (Avio). E’ il panorama della Val Lagarina a mostrarsi in tutto il suo splendore agricolo. Qui si coltivano uve che danno origine ai vini Chardonnay, Traminer aromatico, Sauvignon, Pinot Nero. Ma il vino simbolo di questa valle è il Marzemino, prodotto con uve di un solo vitigno, il Marzemino, vitigno autoctono della Val Lagarina di eccellente qualità, conosciuto fin dal Medioevo. Ora è coltivato in tutta la Vallagarina, con due tipologie prodotte: il Marzemino dei "ziresi", che proviene dalla zona tra Calliano e Volano; e il Marzemino "gentile" che proviene dalla zona classica di Isera. L’appellativo "gentile" del vino Marzemino Trentino è giustificato da un’incomparabile finezza del prodotto
Il Marzemino è un vino rosso dal colore rubino e il profumo delicato con sentori di viola mammola.
Il Marzemino dotato di almeno 11,5 gradi di alcolicità e invecchiato minimo 24 mesi, può definirsi Riserva.

Tra le cantine vinicole che accolgono i visitatori:

VAL LAGARINA NORD
Azienda Agricola “Maso Speron D’Oro” (Si consiglia la prenotazione)
Località Gazzi, 24
Marco di Rovereto
Tel 0464.943189 | Fax 0464.943140
Apertura: 08.00 - 12.00 / 14.00 - 18.00
Turno di riposo: Sabato pomeriggio e domenica

Azienda Agricola “de Tarczal”
Vineria Tarczal
38060 Marano D'Isera
Tel 0464.450707
Apertura: 10.00 - 12.00 / 15.00 - 18.00
In orario di pasto è in funzione per cinque giorni la settimana (escluso il martedì e il mercoledì) l’agriturismo dove si può mangiare alla carta con prezzi decorosi o concordare un prezzo fisso di volta in volta.
La capienza si aggira intorno ai 50 posti in cantina ed altrettanti in agriturismo. Per la visita in cantina Il gruppo minimo è di dieci persone ed è guidata da un enotecnico.

Azienda Agricola “Balter”
Via Vallunga II°, 24 38068 - Rovereto
Tel 0464.430101 | Fax 0464.401689
Apertura: 08.00 - 12.00 / 14.00 - 18.00

Azienda Agricola “Castel Noarna”
Via Castelnuovo, 19
Noarna di Nogaredo
Tel. 0464 413295 | Fax 0464 439644
Apertura:
Martedì - Venerdì 15.00 / 19.00
Sabato - Domenica 10-30 / 13.00 - 15.00 / 19.00

Azienda Agricola Grigoletti (Si consiglia la prenotazione)
Via Garibaldi, 12 - 38060 Nomi (TN)
Tel 0464.834215 | Fax 0464.834215 Apertura: dalle 8.00 alle 12.00 dalle 14.00 alle 18.00

VAL LAGARINA SUD
Azienda Agricola “Bongiovanni Lorenzo”
Via S. Antonio, 28
Sabbionara d’Avio
Tel. 0464.684388 | Fax 0464.684063
Apertura: dalle 8.00 alle 12.00 dalle 15.00 alle 19.00
Turno di riposo: Domenica aperto solo su prenotazione

Il nostro viaggio nel mondo del vino prosegue risalendo il fiume Adige. La nostra prossima meta è la cosidetta piana Rotaliana, terra di elezione per la produzione del Teroldego. Il Teroldego Rotaliano è unanimemente considerato il “re” dei vini trentini, noto sia per l'ottima qualità sia per le originali caratteristiche. Vitigno autoctono, condivide alcune caratteristiche biochimiche con il Marzemino e prende il nome da una località situata nel comune di Mezzolombardo: Teroldeghe. Prodotto solo nell'omonima zona della Piana Rotaliana con l'omonimo vitigno, può avere la denominazione Superiore, se possiede un grado alcoolico maggiore di 12°. E’ un vino molto adatto all'invecchiamento a seguito del quale può avere anche la denominazione Riserva, se invecchiato almeno per 2 anni. Colore rosso rubino intenso tendente al violaceo, ha profumo caratteristico di frutti di bosco, gusto asciutto e sapido con una gradevole nota amarognola. Abbastanza robusto, ha gradazione alcolica minima di 11,5°.

Tra le cantine vinicole che accolgono i visitatori:

Vino Teca della Cantina La Vis (Si consiglia la prenotazione)
Via Carmine, 7 - LAVIS (TN)
visite guidate (in italiano, tedesco, inglese)
Apertura:
dal lunedì pomeriggio al sabato
9.00 - 12.30 / 15.00 - 19.00
Per informazioni e prenotazioni: Servizio Visite (Si consiglia la prenotazione.)
Tel. 0461.249519 | Fax 0461.240718
Presso il paese di Mezzolombardo si può visitare la cosidetta “Cittadella del vino”.
Cantine Mezzocorona(Si consiglia la prenotazione) visite guidate con degustazione (in italiano, tedesco, inglese e francese):
Apertura:
dal lunedì al sabato
8.30 - 12.30 / 14.00 - 18.00
Per informazioni e prenotazioni:
Tel. 0461.616300/1 | Fax 0461.616304

Seguendo la via che il vento percorre dalle Dolomiti al Lago di Garda, puntiamo a sud in direzione della cosidetta Valle dei Laghi, zona a nord del Lago di Garda delimitata da alcuni piccoli comuni (Padergnone, Vezzano, Sarche,Cavedine). La valle dei Laghi ha una climatologia particolare. L’ampia esposizione al sole dei suoi pendii e l’influsso dei venti di montagna determinano notevoli sbalzi termici tra giorno e notte che arricchiscono la l’aromaticità delle uve qui prodotte. Il vitigno Nosiola, vitigno autoctono, è il principe di questa zona. La Nosiola è un vino molto sensibile al clima e, per questa ragione, ci sono grandi variazioni nella qualità da vendemmia a vendemmia. I vini migliori derivano da grappoli coltivati in vigne con la giusta esposizione, che permette loro di maturare nel modo migliore.
Il nome del vitigno Nosiola deriva da nosela, un termine dialettale che significa nocciola selvatica, che è poi l'aroma dominante di questo vino. La Nosiola è un vino bianco, dal colore giallo paglierino, molto profumato e con un aroma di frutta e un finale di mandorle di grande finezza e persistenza. La Nosiola non viene invecchiata.
Il Vin Santo della Valle dei Laghi è prodotto anch’esso con l’uva del vitigno Nosiola ma si tratta di un vino passito, da meditazione. Gli abbinamenti sono con la frutta secca, i dolci da forno, i dolci a base di mandorle. I grappoli, perfettamente sani e maturi, (raccolti dopo circa 15 giorni di maturazione extra in pianta) vengono collocati in un locale speciale, la “vinsantaia” su dei graticci, “arele”, per l’appassimento, che avviene in modo completamente naturale, senza alcun tipo di condizionamento artificiale: le “vinsantaie” hanno la particolarità di avere le finestre con esposizione nord-sud allo scopo di favorire la ventilazione continua dei locali. La zona della Valle dei Laghi ha infatti una eccellente ventilazione. La vicinanza con il clima mite del Lago di Garda genera un continuo scambio termico tra laghi e montagne: la mattina soffiano le correnti fredde da nord mentre nel pomeriggio soffia da sud l’Ora, il vento caldo del Lago di Garda. Dopo la lunga fase di appassimento, che si conclude con la Settimana Santa, si procede alla pigiatura e al travaso in piccole botti di rovere, per la maggior parte esausti al fine di non interferire troppo con il bouquet del vino, dove inizia la lenta fermentazione. L’invecchiamento dura circa sei anni dopodichè il vino viene imbottigliato.

Tra le cantine vinicole che accolgono i visitatori:

CANTINE E DISTILLERIE POLI
Giovanni Poli
Fraz.Santa Massenza, 37 - 38070 Vezzano
Tel 0461.864119 | Fax 0461.459359
Giulio & Mauro
Fraz.Santa Massenza - 38070 Vezzano
Tel 0461. 864149 - Fax 0461.340535
Casimiro Poli
Fraz.Santa Massenza, 53 - 38070 Vezzano
Tel 0461.864140 Fax 0461.340724
Francesco Poli
Fraz.Santa Massenza, 36 - 38070 Vezzano
Tel | Fax 0461.864102
Poli Valerio
Fraz.Santa Massenza - 38070 Vezzano
Tel. | Fax. 0461.864116

 

 

 

 Giardino botanico alpino - Viotte di Monte Bondone

 

 

Il Giardino botanico alpino alle Viotte di Monte Bondone si estende per oltre dieci ettari e rappresenta una delle zone più suggestive della montagna di Trento.
Fu fondato nel 1938 per iniziativa del Museo di storia naturale della Venezia Tridentina e della SAT (Società degli alpinisti tridentini). Le numerose piante sono raggruppate secondo i grandi areali di origine. Così, ad esempio, nel complesso eurasiatico sono raccolte specie dei Pirenei, delle Alpi, dell'Appennino, dei Balcani, dei Carpazi, del Caucaso ed entità comuni ai due continenti.
Le collezioni di piante alpine di tutto il mondo costituiscono una vasta documentazione vivente della biodiversità vegetale dell’ambiente alpino. Nelle sole aiuole che costituiscono il nucleo storico del giardino sono state censite oltre 1000 piante. I semi delle piante a rischio di estinzione vengono raccolti per formare una ricca collezione (seed bank) a disposizione della rete internazionale dei giardini botanici, in questo ambito viene periodicamente pubblicata Delectus seminum.
Il Giardino dispone di un ricco Centro informativo. Nei mesi di luglio e agosto organizza diverse attività rivolte al pubblico e in particolare alle famiglie.

 

 

 

 Terrazza delle stelle - Viotte di Monte Bondone

 

 

è una struttura dedicata all’osservazione astronomica ubicata nel sito privilegiato delle Viotte del Monte Bondone, dove la notte buia e il cielo limpido permettono di osservare al meglio il firmamento stellato. Inaugurata nel 2001 grazie all’interessamento della Azienda speciale montana Trento - Sopramonte e convenzionata con l’Associazione astrofili trentini, la Terrazza delle stelle è intitolata all’astronomo Paolo Farinella.

OSSERVAZIONI DEL CIELO E CONCERTI ALLA TERRAZZA DELLE STELLE
La Terrazza delle Stelle alle Viote del Monte Bondone è il sito astronomico di riferimento nei dintorni di Trento: le proposte culturali che si svolgono durante l’anno spaziano dalle osservazioni astronomiche alle conferenze, dalle attività didattiche e giuochi scientifici alle escursioni naturalistiche. Durante l’estate, complice la mite temperatura, le proposte si moltiplicano con numerosi eventi e collaborazioni: il Monte Bondone diventa luogo di cultura e intrattenimento, in una cornice di naturale bellezza.

NOTTE DELLE STELLE CADENTI
giovedì 11 agosto
La magia delle stelle cadenti nelle notti di S.Lorenzo affascina da secoli. Viviamola assieme a contatto con la natura incontaminata del monte Bondone.
Ritrovo: ore 21.30 in poi Viote (Terrazza delle Stelle)
Orario: dalle ore 21.00
Costo: gratuito
Incluso: assistenza di esperto in astronomia

CONCERTI “MUSICA DELLE STELLE”
sabato 9 - 16 - 23 luglio
mercoledì 10 agosto
Un modo originale per vivere il tramonto sul monte Bondone, immersi nella splendida natura e nei panorami della conca delle Viotte, per concludere una giornata con dolci armonie lontani dal caos frenetico della città.
Ritrovo: Viote (Terrazza delle Stelle)
Orario: alle 20.30
Costo: gratuito
Incluso: assistenza di esperto in astronomia

 

 

 

 Acquario di Trento

 

 

Il mondo dei pesci è presentato con 25 acquari in esposizione, e con la proiezione di documentari sui diversi ambienti acquatici e la disponibilità di materiale informativo e illustrativo specifico.
La sala espositiva è suddivisa in tre sezioni:
- laghi e fiumi del Trentino
- ambienti tropicali d'acqua dolce
- barriere coralline
Nella vasta sezione espositiva si possono osservare e studiare dal vivo circa 500 esemplari di pesci e invertebrati di oltre cento specie diverse. Gli ambienti sono ricostruiti secondo rigorosi criteri scientifici. Trote e salmerini, carpe e lucci, e molti altri organismi nascosti popolano la sezione dedicata alle acque dolci del Trentino, mentre le acque dolci tropicali ospitano piraña, pesci mosaico e scalari. Ci sono squali e murene, pesci scorpione e pesci pagliaccio e, infine, numerosi coralli e anemoni di mare nella sezione dedicata ai caldi mari delle barriere coralline.
L’Acquario dispone di una sala video per la proiezione di filmati e documentari e di un attrezzato laboratorio didattico dedicato al progetto per le scuole “Alla scoperta del mondo sommerso”.
La nuova sezione illustrativa dedicata alle mostre temporanee arricchisce l’offerta culturale approfondendo vari temi di rilevanza ecologica e naturalistica.
Il centro svolge inoltre attività di ricerca scientifica e di progettazione nel campo dell'ittiologia, della qualità delle acque e dell'acquariologia, e organizza conferenze, corsi d'aggiornamento, escursioni sul territorio e mostre.

Lung'Adige G. Leopardi, 107
38100 Trento
Tel | Fax 0461.982982
Apertura: Dal martedì alla domenica, 9.00 - 12.30 / 15.00 - 19.00

 
 
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Hotel sul Lago Garda

Hotel Lago di Garda - Hotel Sole *** - Limone

Hotel Lago di Garda - Hotel Sole Limone

 

Prezzi e offerte: vacanze sul Lago di Garda.
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Hotel Garnì Sole *** - Limone sul Garda - Lago di Garda

Telefono: 0365 954055      Fax: 0365 954703

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Hotel Sole - Limone - Lago Garda
Hotel Sole - Limone - Lago Garda
Camera/vista lago/Terrazza
Camera/vista lago/Balcone
Camera/vista lago/Balcone
Vista a lago delle camere
Tutte le camere con doccia
Colazione a buffet in terrazza
La terrazza prendisole al 3° piano
Bar-Gelateria dell'Hotel
La spiaggia, a 100 mt. dall'Hotel Sole
Fuochi d'artificio di fronte all'Hotel